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LA NOSTRA STORIA

DISTILLATI LEVI

Fonti scritte molto antiche narrano che, già a partire dal 1700, la famiglia Levi si dedicasse ad un’arte quasi alchemica: la distillazione. Originari di Campodolcino, un piccolo borgo nei pressi di Sondrio (Lombardia), i Levi erano dei grapat, un antico termine che designava il mestiere dei distillatori di grappa, tramandato per secoli di padre in figlio.
Storicamente i grapat non risiedevano stabilmente in un luogo, ma si spostavano di villaggio in villaggio per selezionare le vinacce migliori, da cui avrebbero poi ricavato grappe di prima qualità. 

Con il passare del tempo, molti di questi distillatori smisero di errare di villaggio in villaggio e si trasferirono in modo stanziale in diverse località, dove aprirono le proprie distillerie.

Verso la fine del 1800 uno di loro, un giovane grapat di nome Guglielmo Levi, approdò nella piccola e accogliente città di Aosta. In questo angolo immerso nella natura, all’ombra delle vette più alte d’Europa, Guglielmo decise di aprire la propria distilleria nel borgo di Sant’Orso, nel centro storico della piccola cittadina alpina, dove avviò la propria produzione di grappe.

Con il passare dei decenni, l’attività crebbe in modo costante, così come l’interesse nei confronti della distillazione e del nettare che da essa si traeva – la grappa. Fu così che, nel 1968, a fronte di una sempre maggiore richiesta, la figlia di Guglielmo, Natalina Levi, insieme al marito Cesare Rosset, spostò la sede dell’azienda nel comune di Quart, alle porte di Aosta, dove l’attività fu ingrandita ed ampliata.
Ancora oggi, a distanza di decenni, Quart accoglie la sede delle Distillerie Levi, oggi guidate con passione da uno dei rappresentanti della terza generazione della famiglia – Nicola Rosset – figlio di Natalina e nipote di Guglielmo.

In una realtà sempre più attenta all’innovazione, alla materia prima locale e alla coesione con il territorio, i segreti e la passione dei distillatori Levi continuano a regalare grandi emozioni.
I recenti interventi di ammodernamento dell’impianto produttivo, come l’installazione di un alambicco discontinuo a bagnomaria interamente alimentato da energia solare sono un segno tangibile della continua ricerca di innovazione ed eccellenza, nel solco della tradizione e nel pieno rispetto dell’ambiente circostante.